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 I capelli pur non avendo importanti funzioni fisiologiche, per la loro caratteristica di carattere sessuale secondario rivestono una grande importanza psicologica. 

Da sempre l'immagine di una chioma folta e sana ha rappresentato il mito della forza e della potenza nell'uomo e della bellezza nella donna.La calvizie è un problema che affligge in Italia circa nove milioni di persone, colpendo in forme più o meno gravi il 20% dei giovani (20-30 anni) e il 50% degli ultra cinquantenni. Questa grande diffusione la fa considerare un fenomeno parafisiologico e quindi normale nell'uomo. Nella donna invece, (da recenti ricerche sembra sempre più afflitta da problemi di capelli forse per lo stress a cui è più soggetta nell'epoca moderna), la calvizie può essere sintomo di un quadro ormonale alterato e quindi deve essere curata con opportune terapie sotto controllo medico. Se è vero che spesso l'uomo accetta malvolentieri una calvizie precoce, per una donna questo problema può essere sintomo di una vera e propria tragedia. Vale quindi la pena di fare tutto il possibile per conservare una chioma sana e vigorosa, affidandosi finché è possibile alle opportune terapie preventive. Nei casi invece di gravi calvizie, resistenti ad ogni tentativo di cura, si può ricorrere alle tecniche chirurgiche messe a punto ormai da anni e quindi affidabilissime.

In 30 anni di attività nei centri tricologici Tricoderm in tutta Italia abbiamo classificato i problemi di capelli in alcuni sottogruppi.

  1. Alopecia congenita (fortunatamente rara) dovuta ad alterazioni ereditarie.
  2. Alopecia areata, di eziologia ancora non chiara,va trattata da un medico esperto.
  3. defluvium anagen (farmaci antitumorali, ipo e ipertiroidismo, intossicazioni, iperviraminosi A., ecc.) in questo caso dopo il trattamento medico si può aiutare la ricrescita con fiale e integratori.
  4. Effluvium telogen, è il caso più frequente di perdita diffusa di capelli. È causata da forti stress psichici (lutti, separazioni, perdita del lavoro, delusioni amorose ecc.). Si verifica anche nel post partum, dopo malattie debilitanti, diete drastiche, trattamenti cosmetici aggressivi.Questo tipo di perdita è reversibile con fiale topiche e integratori.
  5. Alopecia androgenetica. Un cenno a parte merita l'alopecia androgenetica o calvizie comune poiché è la forma più diffusa nell'uomo e colpisce raramente anche la donna. La sua caratteristica insorgenza dopo la pubertà ci fa subito intuire l'importanza del fattore ormonale, da cui deriva il nome di Alopecia Androgenetica, cioè dipendente dagli ormoni Androgeni. È anche vero che non colpisce tutti gli uomini ma solo chi ha una particolare predisposizione ereditaria, chi cioè presenta una familiarità (genitori, zii, nonni) con questo tipo di calvizie. Concretamente i soggetti predisposti non hanno un'aumentata produzione di ormoni maschili, ma una sensibilità particolare al testosterone (l'ormone maschile prodotto dai testicoli nell'uomo, ma anche dalle ghiandole ovariche e surreali nella donna).

Questa relazione è dovuta alla presenza massiccia nelle zone a rischio di un recettore ormonale, la 5-alfareduttasi che trasforma il testosterone nel suo derivato diidrotestosterone. Quest'ultimo è il vero killer dei capelli. La sua azione si manifesta con una inibizione della riproduzione cellulare da parte della papilla germinativa, portando ad una progressiva miniaturizzazione del follicolo che in cicli successivi non produce più capelli, ma peluria fino ad atrofizzarsi completamente. A conferma di quanto esposto notiamo che nei soggetti in cui è assente la produzione di testosterone (eunuchi, adolescenti) non si manifesta mai calvizie comune. Nelle donne è rarissima in età precoce ed è spesso un segnale di un alterato quadro ormonale (specialmente se associata ad acne e ipertricosi) e diventa più frequente dopo la menopausa proprio per il calo di produzione di estrogeni. L'alopecia androgenetica si distingue dal telogen Effluvium perché la perdita non è diffusa omogeneamente, ma localizzata in zone particolari(frontale, vertice) come ben descritto dalla scala della calvizie di Hamilton - Norwood.

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